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Il Giardino del Pash(a): La prima volta non si scorda mai

Mengucci con la coppa e il Talent dell'evento

Bentornati nel giardino!

Insieme a marzo ed ai vari pesci d’aprile, ci lasciamo alle spalle anche il primo Mythic Invitational e con estremo orgoglio facciamo i più sentiti complimenti al nostro Andrea Mengucci per essere entrato nella storia con questa vittoria.

Penso che questo evento sia stato e sarà una pietra miliare per la storia di Magic. Se pur con colpevole ritardo, il suo ingresso nel mondo degli e-sports è stato un successo e sembra poter fugare molti dei dubbi che in tanti hanno avuto. Dubbi nati non soltanto dalla competizione che le altre varie case proponevano, ma nati anche dalla natura del gioco stesso. Giochi creati direttamente per essere fruiti tramite PC o mobile, nascono con un rule set e delle dinamiche di base che già rispondono alle esigenze del digitale, quindi snelli, accattivanti, intuitivi e possibilmente veloci. Magic sotto questo punto di vista è stato subito giudicato inadeguato per questo mondo data la complessità delle sue meccaniche, la verbosità delle carte e la lunghezza delle partite. Quindi, alla luce del successo che Arena ha riscosso in così poco tempo, testimoniato dalla risposta e dall’interesse che questo primo Invitational ha generato, mi sento di estendere i complimenti anche a mamma Wizards per il lavoro svolto.

Se da una parte il Mythic Invitational ci lascia questa consapevolezza, sulla quale ho voluto spendere due righe, dall’altra ci da alcuni spunti per poter analizzare il metagame di questo torneo e rapportarlo a quello della ladder, così da poter provare a prevedere ciò che ci aspetterà nei prossimi giorni nella giungla del Best-of-one.

Innanzi tutto, questo formato conferma di possedere una propria identità. L’assenza della sideboard ha spinto il formato verso i due estremi, control e aggro, rendendo almeno per ora poco appetibili le scelte che deviano troppo da questi due archetipi.

Se andiamo a rapportare i deck più giocati con i deck più giocati in Best-of-three, notiamo qualche somiglianza ed una sostanziale differenza: l’assenza di quei mazzi midrange che popolano da settimane le top dei vari eventi constructed in bo3. Basti pensare che mostri sacri come il granitico Sultai Midrange o il sempre presente Izzet Drakes sono stati rappresentati con percentuali irrisorie; e se il primo è comparso nella sua variabile più lineare, ovvero GB explore, del secondo ne sono stati listati ben zero!

Spettatori Finale Mythic Invitational

Molti gli spettatori che hanno voluto assistere di persona alla finale dell’evento

Fra i control invece, tenendo bene a mente che su Arena non è possibile giocare Nexus of Fate per via del ban, resistono i due archetipi più famosi ovvero Esper Control e Temur Reclamation. Il primo ben più presente con 36 copie (46 se consideriamo la sua variante Acuity di cui parleremo fra poco) contro le 6 del secondo.

Gli aggro ai quali la maggior parte dei 64 partecipanti ha deciso di affidare la proprie sorte sono stati principalmente tre: Mono White, Mono Red e GR Aggro.

Mono White è stato il deck più giocato dopo Esper Control. La pressione fornita dalla sua curva, che vede a 3 mana il suo apice con il Maresciallo di Benalia, Storia di Benalia o un Lossodonte Venerato convocato, mescolata a rimozioni come Tribunale del Conclave o combat trick di tutto rispetto come Formazione Indissolubile ne rendono comprensibile la popolarità.

Mono Red rimane sempre un cliente molto ostico e non stupisce vederlo come secondo per preferenza. Lo conosciamo bene per la sua onnipresenza in ladder, e conosciamo bene l’esplosività e la resilienza che carte come Stroncare la Critica, Illuminare la Scena e Frenesia Sperimentale hanno dato a questo mazzo.

GR aggro, è un deck che tende ad avere una curva leggermente più alta, in due colori che gli consentono di presentare minacce abbastanza grandi per forzare i blocchi nei match-up di aggro, e abbastanza difficili da risolvere nei match-up di control. Tra le sue varianti quelle che tendono di più al rosso fanno affidamento su creature come Fenice Rinfiammata, Nibbio infernale di Skarrg o Goblin Lanciacatene, mentre quelle scelgono il verde come base avranno un’ossatura composta da carte come Collezionista di Pelli, Campione Foglia D’Acciaio, Ferox Pellimmune e Ghalta, Fame Primordiale.

La cosa che più mi ha colpito di questo torneo però, è il modo in cui due carte abbiano influenzato le scelte dei giocatori in una maniera del tutto nuova, andando a somigliare ad un exploit seppur del tutto legittimo: Conquista dello Stratega Occulto e Acume di Dovin.

La Conquista dello Stratega Occulto, che da testo ci consente di andare a cercare una carta che possediamo al di fuori del gioco e metterla nostra mano, ha permesso ai giocatori di Esper Control di giocare un maggior numero di risposte/chiusure potenziali, senza riempire il deck di carte che rischiano di essere morte o inutili in buona parte dei match up. La presenza di questa carta però ha influenzato non solo i deck che la giocano, ma anche gli altri. Scorrendo le liste dell’invitational, mi è servito qualche lungo minuto per capire perché alcuni mazzi avessero listato anche le 15 carte di sideboard prima di notare carte come Espansione//Esplosività, Spericolata della Flotta Funesta Ladro di Senno, in grado di andare a sfruttare quelle degli avversari. Accortezza che tutti dovremmo avere anche in ladder!

Acume di Dovin invece, non andrà ad influenzare anche la ladder, perché sfrutta una delle regole del Mythic Invitational, quella che dichiara vincitore il giocatore che alla fine del tempo ha il numero maggiore di punti vita. Questo non solo consente di guadagnare margine contro gli aggro con il ripetuto guadagno di punti vita, ma anche di aggiungere inevitabilità nelle partite che tirano alle lunghe grazie proprio alla regola del maggior numero di punti vita.

Questo Mythic Invitational ci lascia con la certezza che il Best-of-one sia considerabile a tutti gli effetti un formato a sè e con qualche idea in più per affrontare ciò che probabilmente troveremo con più frequenza in ladder: Esper Control, Mono White e Mono Red. Ma cosa più importante ci lascia con una ventata di entusiasmo e curiosità per il futuro di Arena.

Vi do appuntamento a presto di nuovo nel giardino e… ricordatevi la sideboard!

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